15 Mag 2008   ITA | ENG
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    I dintorni dell'Agriturismo Antica Fonte: le località termali

 
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SATURNIA
 

Le Terme di Saturnia e le sue acque sulfuree che sgorgano dal sottosuolo con una portata di 800 litri al secondo ed una temperatura costante di 37° Centigradi, erano conosciute già ai tempi degli Etruschi i quali avevano individuato nella sorgente virtù "miracolose".

Successivamente, a partire dal 280 a.C., furono i Romani a trarre beneficio dalle Terme di Saturnia. Furoni i primi a creare veri e propri edifici per lo sfruttamento terapeutico della sorgente.

 
 

Nel Medioevo la particolarità di questo luogo, adovuta al vapore acqueo, al calore sprigionato e all'odore di zolfo, propiziarono molte leggende. Si narrava che il diavolo uscisse da qui quando lasciava gli inferi; il territorio veniva descritto come un luogo in cui sgorgavano acque stregate, che andavano a depositarsi in pozze fumanti e bollenti, diffondendo nell'aria un acuto odore satanico.

Oggi le Terme di Saturnia sono conosciute in tutto il mondo, tuttavia ebbero una prima struttura organizzativa soltanto nel 1865. Dal punto di vista scientifico l'acqua di Saturnia è: "acqua minerale omeotermale sulfureo-carbonica, solfato-bicarbonato-alcalino terrosa" ed annovera tra le sue peculiarità la presenza di due gas disciolti quali l'idrogeno solforato e l'anidride carbonica. La composizione di quest'acqua racchiude il segreto della sua proprietà salutare efficace per la pelle, l'apparato respiratorio e muscolo-scheletrico.

Le Terme di Saturnia sono oggi un centro termale incantevole circondato da un parco secolare, in grado di soddisfare le necessità di una clientela sempre più esigente, grazie ad una struttura multiforme e sapientemente organizzata.

   
Un'alternativa al Centro Termale sono le Cascate del Mulino di libero accesso e poste a 2 km dal paese di Saturnia. La sorgente dell'acqua termale infatti nasce in un cratere vulcanico (dove sorge la piscina dello stabilimento) e scorre successivamente lungo un ruscello naturale per circa 500 metri, dove un dislivello crea una cascata che lambisce un antico mulino e forma a sua volta una serie di piscine naturali scavate nella roccia.
 
CHIANCIANO TERME
 
Chianciano Terme sorge su una collina che domina la fertile Valdichiana e la magica Vald'Orcia. Immerso nelle verdi colline toscane, ai confini con l'Umbria, gode di un clima mite e di un territorio
ecologicamente sano e incontaminato.
 

La cittadina offre al suo interno una rilevante quantità di verde nei parchi termali e nei giardini pubblici; gli stabilimenti Termali sono collegati al centro della città dai viali alberati su cui si affacciano le vetrine di eleganti negozi.

Chianciano conserva testimonianze etrusche di notevole rilievo. Le numerose tombe scoperte nel secolo scorso e negli ultimi anni, dimostrano l'estrema raffinatezza e ricchezza della popolazione etrusca, che abitava questa zona e che già conosceva ed apprezzava le acque termali, rese poi famose ai tempi dei Romani.

Il Centro Termale offre tutte le possibili opportunità a chi cerca un soggiorno capace di unire la cura del fisico con escursioni a città d'arte, chiese, musei e paesaggi immutati nel tempo senza trascurare l'aspetto enogastronomico di una terra che ha fatto conoscere al mondo vini come il Chianti, il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino e cibi come la bistecca alla Fiorentina o il formaggio pecorino.

Chianciano Terme è ormai divenuta una delle stazioni termali più importanti d'Europa con le sue acque e i grandi parchi.

 
   
IL CALIDARIO DI VENTURINA
 
Il Calidario è un laghetto con sorgente naturale di acqua calda a 36 gradi che sgorga direttamente nella vasca-laghetto con una portata media di circa 12.000 litri al minuto. Vi si accede passando da spogliatoi riscaldati con passaggio interno diretto nel laghetto.È aperto tutto l’anno escluso il periodo che va dal 8 gennaio al 6 marzo 2007.
 

Il Calidario di Venturina

Venturina, in Toscana, a cinque chilometri dal mare, nello splendore della Costa degli Etruschi.

Ed è facile immaginare, immersi nelle acque calde e nei vapori del Calidario, proprio gli Etruschi che qui iniziarono la pratica della fusione dei metalli. Nel corso dei secoli furono eremiti cristiani e cavalieri longobardi, legionari romani e granduchi, celebri architetti medicei ed agricoltori sapienti ad essere inebriati dalla dolcezza del clima di questa valle, nutriti dalla ricchezza del suolo, affascinati dalla presenza del mare ed accolti dal calore della sorgente.

 
Una sorgente che oggi più che mai offre il suo abbraccio sfruttando i benefici effetti dell'acqua e del vapore, ponendoli al servizio del benessere. Un tuffo nel passato ai tempi in cui il popolo etrusco si concedeva bagni e massaggi in un ambiente unico e affascinante, un luogo dove trovare oggi armonia e benessere.
 
LA STORIA DEL CALIDARIO
 
S'immaginano immersi nei vapori del laghetto gli Etruschi che qui iniziarono la fusione dei metalli. In questo periodo le acque della sorgente potrebbero identificarsi come le famose "Aque populanie", a quei tempi già sfruttatissime. Qui attinsero i Legionari romani di cui ancora oggi possiamo apprezzare importanti testimonianze come il reperto denominato "Mausoleo di Caio Trabazio" (trattasi della torricella di Caldana, nelle cui vicinanze sarebbe stato rinvenuto un sigillo romano con l'iscrizione "Caius Trabatius"; la torricella è ancora visibile a 400 mt. dal Calidario) e l'iscrizione di una terzina (molto probabilmente dettata dal conduttore delle terme romane) che, scritta nella "Tabula Peutingeriana" ai tempi di Teodosio (sec. IV d. C.), così recitava: "Ad onta dei seguaci di Galeno dona salute a Venere e Mercurio ignea vena che mi stilla in seno".

Di proprietà dei Conti della Gherardesca dal XI secolo, la Valle del Cornia rimase sotto il dominio della Repubblica di Pisa fino al 1406, anno in cui passò sotto la potente Repubblica di Firenze.

Populonia costituiva una penisola al palude di Caldana, alimentato dalle acque calde delle sorgenti e da un ramo del Cornia, fino a che verso la metà del 1500 Cosimo I° De' Medici ne regolamentò gli argini riunendo così anche le acque calde in un fosso detto "Fossa calda", per poi immetterle nell'allora lago di Rimigliano (da Rio Miliano o Rio dell'Emilia), così si prosciugò il padule di Caldana.

Nel 1801 passò sotto il dominio francese con tutto il Granducato di Toscana, al quale fu riammesso dal 1815 fino all'unità d'Italia.

 
Agriturismo Antica Fonte Rosignano Marittimo
 
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